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La Sezione

a cura del Consiglio Direttivo

Lo Statuto della Sezione

approvato dall’assemblea straordinaria dei Soci
nella seduta del 22 dicembre 2009
ratificato dalla Sede Centrale del Club Alpino Italiano il 27 marzo 2010

TITOLO I: DENOMINAZIOE – SEDE – DURATA – SCOPI E FUNZIONI

Art. 1 – Denominazione e Durata

E’ costituita, con sede legale in Catania, piazza Scammacca n. 1, l’associazione Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale, denominata “CLUB ALPINO ITALIANO – Sezione di Catania ONLUS” con sigla “CAI – Sezione di Catania ONLUS”, detta anche Sezione dell’Etna, già fondata a Catania il 24 aprile 1875, struttura periferica del Club Alpino Italiano (CAI), nato a Torino nell’anno 1863, per iniziativa di Quintino Sella, di cui fa parte a tutti gli effetti.

E’ soggetto di diritto privato, dotato di proprio ordinamento che le assicura una autonomia, organizzativa, funzionale e patrimoniale. Si rapporta al Raggruppamento Regionale Siciliano del Club Alpino Italiano.

L’Associazione ha durata illimitata.

L’anno sociale decorre dal 1° gennaio al 31 dicembre.

Art. 2 – Natura

L’Associazione, che non ha scopo di lucro, è indipendente, apartitica, aconfessionale ed improntata a principi di democraticità; uniforma il proprio ordinamento allo Statuto ed al Regolamento Generale del Club Alpino Italiano.

Art. 3 – Scopi

L’associazione si prefigge di operare ed intervenire nei seguenti settori (di cui al comma 1 dell’art. 10 del D. Lgs. 460/97):

1) tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente,

2) sport dilettantistico,

3) formazione ed istruzione, per l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale, stante il divieto di svolgere attività diverse da quelle summenzionate, ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse.

L’Associazione ha per scopo di promuovere l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specie quelle del territorio in cui si svolge l’attività sociale, e la tutela del loro ambiente naturale.

Per conseguire tali scopi, provvede:

a) alla realizzazione, alla manutenzione ed alla gestione di rifugi e bivacchi;

b) al tracciamento, alla realizzazione e alla manutenzione dei sentieri, delle opere alpine e delle attrezzature alpinistiche, anche in collaborazione con le Sezioni consorelle competenti;

c) alla diffusione della frequentazione della montagna e alla organizzazione di iniziative ed attività alpinistiche, escursionistiche, speleologiche, naturalistiche, dell’alpinismo giovanile e di quelle ad esse propedeutiche; incoraggia e propaganda lo sci in tutte le sue forme, comprese le attività agonistiche dilettantistiche, può aderire ad Enti e Federazioni affini alle attività di cui sopra;

d) alla promozione e programmazione, in accordo con le apposite scuole competenti in materia, o alla organizzazione ed alla gestione di corsi di addestramento per le attività alpinistiche, escursionistiche, sci-escursionistiche, sci-alpinistiche, ciclo escursionistiche, speleologiche, naturalistiche, dell’alpinismo giovanile e di quelle ad esse propedeutiche;

e) alla programmazione e collaborazione con le apposite Scuole del CAI, competenti per materia, per la formazione di Soci dell’associazione come istruttori di alpinismo e scialpinismo, ed accompagnatori per lo svolgimento delle attività di cui alle lett. c) e d) .

f) alla promozione, anche in collaborazione con Enti e Associazioni locali, di attività scientifiche, culturali, artistiche e didattiche per la diffusione della conoscenza di ogni aspetto della montagna, dell’ambiente e del territorio regionale e dei suoi beni culturali;

g) alla promozione di ogni iniziativa idonea alla tutela ed alla valorizzazione dell’ambiente montano;

h) alla organizzazione, anche in eventuale collaborazione con le altre Sezioni, di idonee iniziative tecniche per la vigilanza e la prevenzione degli infortuni nello svolgimento di attività alpinistiche, escursionistiche, sci-escursionistiche, sci-alpinistiche, ciclo escursionistiche, speleologiche, naturalistiche, dell’alpinismo giovanile, nonché a collaborare con il C.N.S.A.S. al soccorso di persone in stato di pericolo ed al recupero di vittime;

i) a collaborare con gli Istituti scolastici di ogni grado, pubblici e privati, nelle attività didattiche connesse alla conoscenza della natura e della montagna;

l) a curare la sede dell’Associazione, la biblioteca, la cartografia e l’archivio:

E’ vietato lo svolgimento di attività diverse da quelle menzionate, ad eccezione di quelle ad esse connesse.

Art. 4 – Locali sede

Nei locali della sede non possono svolgersi attività che contrastino con le attività istituzionali. Essi non possono essere utilizzati, neppure temporaneamente, da terzi, se non previo consenso del Consiglio Direttivo o, nei casi di urgenza, dal Presidente.

TITOLO II: I SOCI

Art. 5 – Soci

Sono previste le seguenti categorie di Soci:

benemeriti, ordinari, famigliari e giovani (minori), ferma restando la democraticità della partecipazione stante che dette categorie si possono distinguere, ma solo nominalmente.

Non è ammessa alcuna altra categoria di soci.

Partecipano alla attività della Sezione con gli stessi diritti dei Soci ordinari i Soci CAI appartenenti alle Sezioni nazionali.

Il Socio della Sezione che abbia acquisito particolari meriti alpinistici o benemerenze nell’attività Sociale può essere iscritto, anche alla memoria, in un albo d’onore della Sezione stessa.

Art. 6 – Ammissione

Chiunque intenda aderire al Club Alpino Italiano deve presentare domanda al Consiglio Direttivo della Sezione, completa dei propri dati anagrafici, su apposito modulo, controfirmato da almeno un Socio presentatore, iscritto alla Sezione da almeno due anni. Se minore la domanda deve essere firmata anche da chi esercita la potestà.

Il Consiglio Direttivo della Sezione alla quale è stata presentata la domanda decide sull’accettazione. La domanda presentata nell’ultimo bimestre dell’anno ha effetto per l’anno successivo.

Art. 7 – Quota associativa

Il Socio è tenuto a corrispondere alla Sezione:

a) la quota di ammissione, comprensiva del costo della tessera, del distintivo Sociale, delle copie dello Statuto e del Regolamento Generale del CAI e di quello sezionale, che gli vengono consegnati all’atto dell’iscrizione;

b) la quota associativa annuale;

c) il contributo ordinario annuale per le pubblicazioni Sociali e le coperture assicurative;

d) eventuali contributi straordinari destinati a fini istituzionali.

Le somme dovute di cui alle lett. b), c), d) del comma precedente devono essere versate entro il 31 marzo di ogni anno.

Il socio non in regola con i versamenti non potrà partecipare alla vita sociale, né usufruire dei servizi Sociali, né ricevere le pubblicazioni. Il Socio è considerato moroso se non rinnova la propria adesione versando la quota associativa annuale entro il 31 marzo di ciascun anno Sociale. Il Consiglio Direttivo accerta la morosità, dandone comunicazione al Socio. Non si può riacquistare la qualifica di Socio, mantenendo l’anzianità di adesione, se non previo pagamento alla Sezione alla quale si era iscritti delle quote associative annuali arretrate. Il Socio di cui sia stata accertata la morosità perde tutti i diritti spettanti ai Soci.

Art. 8 – Durata

La partecipazione alla vita associativa si estende a tutta la durata del rapporto Sociale.

Non sono ammesse iniziative dei Soci in nome della Sezione del CAI, se non da questa autorizzate. Non sono ammesse altresì iniziative o attività dei Soci in concorrenza o in contrasto con quelle ufficiali programmate dalla Sezione o dal CAI.

Le prestazioni fornite dai soci sono volontarie e gratuite.

Art. 9 – Dimissioni

Il Socio può dimettersi dal Club Alpino Italiano in qualsiasi momento; le dimissioni devono essere presentate per iscritto al Consiglio Direttivo della Sezione, sono irrevocabili ed hanno effetto immediato, senza restituzione dei ratei della quota Sociale versata.

Il Socio è libero di chiedere di iscriversi presso una qualsiasi Sezione. Il trasferimento da una Sezione ad un’altra deve essere comunicato immediatamente alla Sezione di provenienza dalla Sezione presso la quale il Socio intende iscriversi. Il trasferimento ha effetto solo dopo lo svolgimento della procedura prevista per la ammissione di nuovo socio ai sensi del superiore art. 6.

Art. 10 – Perdita della qualifica di Socio

La qualifica di Socio si perde: per estinzione della persona giuridica che abbia conseguito iscrizione come Socio benemerito, per morte del Socio, per dimissioni, per morosità, per provvedimento disciplinare.

Art. 11 – Sanzioni disciplinari

Il Consiglio Direttivo può adottare nei confronti del Socio che tenga un contegno non conforme ai principi informatori del Club Alpino Italiano ed alle regole della corretta ed educata convivenza, i provvedimenti previsti dal Regolamento disciplinare che viene portato a conoscenza degli associati all’atto della iscrizione.

Art. 12 – Ricorsi

In conformità ai principi, alle procedure e nei termini stabiliti dal Regolamento disciplinare, contro i provvedimenti il Socio può presentare ricorso al Collegio Regionale o Interregionale dei Probiviri competente per territorio, quale organo giudicante di primo grado.

Il Socio ed il Consiglio Direttivo della Sezione possono presentare ricorso avverso le decisioni di primo grado avanti il Collegio Nazionale dei Probiviri del Club Alpino Italiano.

TITOLO III: LA SEZIONE – ASSEMBLEA ED ELEZIONI

Art. 13 – Organi della Sezione

Sono organi della Sezione:

- l’Assemblea dei Soci;

- il Consiglio Direttivo;

- il Presidente;

- l’Ufficio di Presidenza;

- il Collegio dei Revisori dei Conti.

Art. 14 – Assemblea

L’Assemblea dei Soci è l’organo sovrano della Sezione; essa è costituita da tutti i Soci ordinari e i soci famigliari di età maggiore di anni diciotto.

Le sue deliberazioni vincolano anche gli assento o i dissenzienti.

L’Assemblea:

- adotta lo Statuto ed i programmi annuali e pluriennali della Sezione;

- elegge il Consiglio Direttivo, il Collegio dei Revisori dei Conti ed i delegati all’Assemblea dei Delegati del Club Alpino Italiano nel numero assegnato, scelti tra i Soci maggiorenni ordinari e famigliari della Sezione, con le modalità stabilite dal presente Statuto, escludendo il voto per corrispondenza;

- delibera le quote associative ed i contributi a carico dei Soci, per la parte destinata alla Sezione ed eccedente le quote stabilite dall’Assemblea dei Delegati;

- Approva l’operato del Consiglio Direttivo, i bilanci d’esercizio e la relazione del Presidente;

- delibera l’acquisto, l’alienazione di immobili o la costituzione di vincoli reali sugli stessi;

- delibera lo scioglimento della Sezione;

- delibera sulle modifiche da apportare allo Statuto sezionale in unica seduta;

- delibera su ogni altra questione, contenuta nell’Ordine del Giorno, che le venga sottoposta dal Consiglio Direttivo o da almeno cinquanta Soci, aventi diritto al voto.

Art. 15 – Convocazione

L’Assemblea ordinaria dei Soci si svolge almeno una volta all’anno entro il termine perentorio del 31 marzo per l’approvazione dei bilanci e la nomina delle cariche Sociali.

L’Assemblea straordinaria può essere convocata ogni qual volta il Consiglio Direttivo lo ritenga necessario o quando ne sia inoltrata richiesta da parte del CDC (Comitato di Controllo), del CDR (Consiglio Direttivo Regionale), del Collegio dei Revisori dei Conti della Sezione oppure da almeno cinquanta Soci maggiorenni della Sezione.

L’avviso di convocazione dovrà essere fatto pervenire a tutti i soci aventi diritto al voto con mezzo cartaceo o telematico, almeno dieci giorni prima della riunione. Tale avviso nello stesso periodo deve essere affisso nella bacheca della sede sociale.

Art. 16 – Partecipazione

Hanno diritto di intervenire all’Assemblea ed hanno diritto di voto tutti i Soci ordinari e i soci famigliari maggiorenni in regola con il pagamento della quota sociale relativa all’anno in cui si tiene l’Assemblea; i minori di età, se soci, possono assistere all’Assemblea.

Ogni Socio può farsi rappresentare in Assemblea da altro Socio, che non sia componente del Consiglio Direttivo, e farlo votare in sua vece anche nelle votazioni a scheda segreta, mediante rilascio di delega.

Ogni Socio delegato può portare un massimo di due deleghe. Per la validità delle sedute è necessaria la presenza, di persona o per delega, di almeno la metà degli aventi diritto al voto; in seconda convocazione, che dovrà tenersi almeno ventiquattro ore dopo la prima, l’Assemblea è validamente costituita qualunque sia il numero dei presenti.

L’assemblea assume le proprie delibere col voto favorevole della metà più uno dei presenti e dei rappresentati aventi diritto al voto.

Art. 17 – Presidente e Segretario dell’Assemblea

L’Assemblea nomina un Presidente, un Segretario e tre Scrutatori; spetta alla “ Commissione Verifica Poteri”, nominata dal Consiglio Direttivo, verificare la regolarità delle deleghe ed in generale il diritto di partecipare all’Assemblea.

Art. 18 – Deliberazioni

Le delibere dell’Assemblea sono prese a maggioranza di voti mediante votazioni per alzata di mano o appello nominale o a scrutinio segreto, secondo la modalità decisa dalla maggioranza dei Soci presenti aventi diritto al voto.

Le deliberazioni concernenti l’acquisto, l’alienazione o la costituzione di vincoli reali su immobili devono essere approvate con la maggioranza dei due terzi dei Soci presenti o rappresentati aventi diritto al voto; tali deliberazioni non acquistano efficacia se non dopo l’approvazione da parte del Comitato Centrale di Indirizzo e Controllo.

La deliberazione di scioglimento della Sezione deve essere approvata con la maggioranza di tre quarti dei Soci aventi diritto al voto.

Tutte le deliberazioni dell’Assemblea sono rese pubbliche mediante affissione all’albo sezionale per almeno quindici giorni.

Art. 19 – Elezioni

Le elezioni alle carche sociali comprendono:

- elezioni del Consiglio Direttivo,

- elezione del Collegio dei Revisori dei Conti,

- elezioni dei Delegati alla Sede Centrale.

Sono eleggibili i Soci maggiorenni, senza distinzione di categoria, regolarmente iscritti al CAI.

Le cariche sociali elettive sono a titolo gratuito.

Art. 20 – Elettori

Sono elettori tutti i Soci della Sezione aventi diritto al voto in Assemblea.

Le deleghe sono ammesse con le modalità dell’art. 16 commi 2 e 3.

Art. 20 bis – Commissione elettorale

L’Assemblea elegge una Commissione Elettorale di cinque membri, con l’incarico di raccogliere una o più liste di eleggibili, che siano presentate da almeno venti Soci promotori e controfirmate per accettazione da tutti i candidati, almeno sette giorni liberi prima di quello fissato per l’inizio delle votazioni e con le attribuzioni di cui ai seguenti articoli 22, 23, 24.

I membri eleggono tra di loro un Presidente e un Segretario.

Art. 21 – Votazioni

L’elettore esprime il suo voto segnando nella scheda di votazione nome e cognome dei candidati preferiti, scegliendo anche in liste diverse, o indicando nominativi al di fuori di esse, per un numero pari o inferiore a quello richiesto per le singole cariche.

I nomi segnati in più rispetto al numero di soggetti da votare si riterranno come non votati.

In caso di parità di voti sarà eletto il più anziano di iscrizione al CAI. Il voto è segreto. Nessun Socio può essere eletto contemporaneamente a più cariche.

Art. 22 – Durata delle votazioni

Le urne, debitamente sigillate, restano nella sede della Sezione, per le operazioni di votazione, per due giorni consecutivi e nelle ore fissate dalla commissione elettorale.

I membri della commissione, a turno, presenziano alle operazioni di voto. Queste sono valide con la presenza di almeno due dei cinque componenti.

Art. 23 – Attribuzioni della Commissione Elettorale

Scaduto il termine per la votazione, la commissione elettorale provvede allo scrutinio delle schede e al conteggio dei voti validi; operazioni alle quali possono assistere tutti i Soci; proclama gli eletti e redige il verbale che resta in segreteria a disposizione dei Soci per dieci giorni; comunica i risultati agli eletti a mezzo lettera, con la quale invita il Consiglio Direttivo, i Revisori dei Conti, i Delegati alla Sede Centrale alla seduta di insediamento; organizza e sovrintende alla seduta stessa.

Art. 24 – Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo è l’organo di gestione della Sezione e si compone di undici componenti.

Il Consiglio Direttivo assolve almeno le seguenti specifiche funzioni:

- convoca l’Assemblea dei Soci;

- propone all’Assemblea dei Soci i programmi annuali e pluriennali della Sezione;

- redige, collaziona e riordina le modifiche dello statuto della Sezione;

- pone in atto le deliberazioni dell’Assemblea dei Soci;

- adotta gli atti ed i provvedimenti secondo le direttive impartite dall’Assemblea dei Soci per cui è responsabile in via esclusiva dell’amministrazione, della gestione e dei relativi risultati;

- cura la redazione dei bilanci di esercizio della Sezione;

- delibera la costituzione di nuove sottosezioni con le modalità previste dal presente Statuto;

- delibera i provvedimenti disciplinari nei confronti dei Soci;

- delibera sulle domande d’iscrizione di nuovi Soci;

- delibera le costituzione o lo scioglimento di Commissioni, Gruppi e Scuole e ne coordina l’attività;

- cura l’osservanza dello Statuto e del Regolamento Generale del CAI e del presente Statuto sezionale e ne interpreta i contenuti;

- proclama i Soci venticinquennali, cinquantennali, sessantennali e settantacinquennali.

Nella sua prima riunione il Consiglio Direttivo nomina fra i suoi componenti il Presidente, il vice Presidente ed il Segretario-Economo; nomina inoltre il Tesoriere che può essere scelto anche fra i Soci non facenti parte del Consiglio Direttivo e che, in questo caso specifico, non ha diritto di voto. Presidente, vice Presidente e Segretario-Economo costituiscono l’Ufficio di Presidenza che rimane in carica sino allo insediamento del nuovo Consiglio per gli affari di ordinaria amministrazione.

Art. 25 – Durata e scioglimento

Gli eletti durano in carica non più di tre anni e sono rieleggibili.

Il Consiglio Direttivo dichiara decaduti dalla carica i componenti che, senza giustificato motivo, non siano intervenuti a tre riunioni consecutive.

Al consigliere venuto a mancare per qualsiasi motivo subentra il primo dei non eletti con la stessa anzianità del sostituito.

Qualora vengono a mancare la metà dei componenti originari il Consiglio Direttivo decade e si deve convocare l’assemblea elettiva.

In caso di dimissioni dell’intero Consiglio Direttivo, il Collegio dei Revisori dei conti, entro quindici giorni, convoca l’Assemblea dei Soci da tenersi nei successivi trenta giorni dalla convocazione per la elezione del nuovo Consiglio Direttivo.

Art. 26 – Convocazione

Alle riunioni del Consiglio Direttivo il Presidente può invitare i Delegati all’Assemblea Generale del CAI ed i Soci che fanno parte degli Organi Centrali del CAI.

Il Presidente può altresì invitare alle riunioni, con il consenso del Consiglio Direttivo, anche persone estranee, qualora lo ritenga utile o necessario.

Art. 27 – Modalità di convocazione

Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente, o dal consigliere anziano o da chi ne fa le veci, o a richiesta di un terzo dei consiglieri almeno una volta ogni mese mediante avviso contenente l’ordine del giorno, il luogo, la data, l’ora della convocazione, ed inviato almeno cinque giorni prima della riunione, salvo i casi di urgenza.

Le riunioni del Consiglio Direttivo, per essere valide, devono essere presiedute dal presidente o, in caso di sua mancanza od impedimento, dal Vice Presidente o, in mancanza di entrambi dal consigliere con più anzianità di iscrizione al CAI.

All’insorgere di eventuale conflitto di interessi su una particolare operazione della Sezione che riguardi il componente del Consiglio Direttivo, il suo coniuge o il convivente, i suoi parenti entro il secondo grado, lo stesso componente non può partecipare alla discussione né alle deliberazioni relative, né può assumere in materia incarichi di controllo o di ispezione.

I verbali delle sedute sono redatti dal segretario o da un consigliere all’uopo designato, approvati nella seduta successiva e sottoscritti dal Presidente e dal verbalizzante.

I verbali possono essere consultati dai Soci nella sede Sociale, previa richiesta al Presidente.

PRESIDENTE

Art. 28 – Compiti e nomina del Presidente

Il Presidente della Sezione è il legale rappresentante della stessa; ha poteri di rappresentanza che può delegare con il consenso del Consiglio Direttivo; ha la firma Sociale; assolve almeno le seguenti funzioni specifiche:

- sottoscrive la convocazione dell’Assemblea dei Soci;

- convoca e presiede le riunioni del Consiglio Direttivo;

- presenta all’Assemblea dei Soci la relazione annuale, accompagnata dal conto economico dell’esercizio e dello stato patrimoniale della Sezione;

- pone in atto le deliberazioni del Consiglio Direttivo;

- in caso di urgenza, adotta i provvedimenti che sarebbero di competenza del Consiglio Direttivo , che dovranno essere ratificati dallo stesso Consiglio nella prima seduta utile.

Il candidato alla carica di presidente della Sezione al momento della elezione deve aver maturato esperienza almeno triennale negli organi centrali o negli organi delle strutture periferiche o deve avere anzianità di iscrizione alla Sezione non inferiore a due anni sociali completi.

Il Presidente dura in carica tre anni, è rieleggibile per un altro mandato consecutivo, ed eventualmente dopo aver lasciato la carica per almeno un anno.

TESORIERE E SEGRETARIO

Art. 29 – Compiti del Tesoriere

Il Tesoriere ha la responsabilità della custodia dei fondi della Sezione; ne tiene la contabilità, conservandone ordinatamente la documentazione; firmai mandati di pagamento unitamente al Presidente.

Art. 30 – Compiti del Segretario-Economo

Il Segretario-Economo redige i verbali delle riunioni del Consiglio Direttivo, dà attuazione alle delibere di questo organo e sovrintende ai servizi amministrativi della Sezione.

COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

Art. 31 – Composizione e durata

Il Collegio dei Revisori dei Conti elegge il presidente tra i propri componenti effettivi, che ha il compito di convocare e presiedere le sedute del collegio; i componenti del Collegio intervengono alle riunioni del Consiglio Direttivo sezionale, senza diritto di voto ed assistono alle sedute dell’Assemblea dei Soci.

E’ compito dei Revisori dei conti:

- l’esame del conto economico, del bilancio consuntivo e del bilancio preventivo della Sezione, predisponendo apposita relazione da presentare all’Assemblea dei Soci;

- il controllo collegiale od individuale degli atti contabili della Sezione o della sottosezione;

- la convocazione dell’Assemblea dei Soci nel caso di riscontro di gravi irregolarità contabili o amministrative o di impossibilità di funzionamento del Consiglio Direttivo.

TITOLO IV: CARICHE SOCIALI

Art. 32 – Condizioni di eleggibilità

La gratuità della carica esclude esplicitamente l’attribuzione e l’erogazione al Socio, al coniuge o convivente, ai parenti entro il secondo grado, qualsiasi tipo di compenso, comunque configurato a partire dal momento della sua designazione ad una carica Sociale, durante lo svolgimento del relativo mandato o attribuzione di incarico, nonché per almeno tre anni dopo la loro conclusione.

TITOLO V: COMMISSIONI, GRUPPI E SCUOLE

Art. 33 – Commissioni, Gruppi e Scuole

Il Consiglio Direttivo può costituire organi tecnici consultivi, commissioni e scuole, formati da Consiglieri e/o Soci aventi competenza in specifici rami dell’attività associativa, determinandone il numero di componenti, le funzioni, i poteri, specialmente definiti in un regolamento predisposto dallo stesso Consiglio Direttivo.

Il Consiglio Direttivo può costituire gruppi aventi autonomia tecnico-organizzativa ed amministrativa in linea con le direttive sezionali e degli eventuali OTCO/OTPO (Organo tecnico centrale operativo/Organo tecnico periferico operativo) di riferimento.

Tali gruppi operano secondo apposito regolamento sezionale, non hanno rappresentanza esterna né patrimonio autonomo, ma gestiscono direttamente le risorse finalizzate dalla Sezione all’attività del Gruppo stesso.

E’ vietata la costituzione di gruppi di non Soci.

TITOLO VI: SOTTOSEZIONI

Art. 34– Costituzione

Il Consiglio Direttivo può, a norma e con le procedure previste dallo Statuto e dal Regolamento Generale del CAI, costituire uno o più sottosezioni; la sottosezione fa parte integrante della Sezione agli effetti del tesseramento e del computo del numero dei delegati all’Assemblea dei Delegati del CAI. I Soci della sottosezione hanno gli stessi diritti dei soci della Sezione. La sottosezione dispone del grado di autonomia previsto dall’ordinamento della Sezione, ma in ogni caso non intrattiene rapporti diretti con la struttura centrale.

Ha un proprio ordinamento, che non può essere in contrasto con quello della Sezione e che è soggetto all’approvazione, anche nelle sue modifiche, da parte del Consiglio Direttivo della Sezione.

TITOLO VII: PATRIMONIO

Art. 35 – Patrimonio

Il patrimonio sociale è costituito da beni mobili ed immobili; da eventuali fondi di riserva costituiti con l’eccedenza di bilancio; da qualsiasi altra somma che venga erogata da enti o privati. Le entrate Sociali sono costituite: dalle quote associative annuali; dai canoni dei rifugi ed altri introiti sui beni sociali; dai contributi di Soci benemeriti ed enti pubblici; da altre donazioni, proventi o lasciti. I fondi liquidi che non siano necessari per le esigenze di cassa, devono essere depositati in un conto corrente bancario o postale intestato alla Sezione stessa. I Soci non hanno alcun diritto sul patrimonio sociale. Gli utili e gli avanzi di gestione devono essere reimpiegati per la realizzazione delle attività istituzionali. E’ vietata la distribuzione fra i Soci, anche in modo indiretto, di utili, avanzi di gestione, fondi riserve.

TITOLO VIII: AMMINISTRAZIONE

Art. 36 – Esercizio Sociale

Gli esercizi Sociali si chiudono il 31 dicembre di ogni anno. Alla chiusura di ogni esercizio il Consiglio Direttivo redige il bilancio che, unitamente alle relazioni del Presidente e del Collegio dei Revisori dei Conti, devono essere presentati all’Assemblea dei Soci per l’approvazione. Il bilancio reso pubblico mediante affissione all’albo sezionale per almeno dieci giorni antecedenti l’Assemblea dei Soci, deve esporre con chiarezza e veridicità la situazione patrimoniale ed economica della Sezione. Dal bilancio devono espressamente risultare i beni, i contributi ed i lasciti ricevuti.

In caso di scioglimento della Sezione, che comporta il contemporaneo scioglimento delle sottosezioni, le attività patrimoniali nette, risultanti dalla liquidazione da farsi sotto il controllo del collegio nazionale dei Revisori dei Conti del Club Alpino Italiano, sono assunte in consegna e amministrate per non più di tre anni dal CDR (Consiglio Direttivo Regionale) competente; dopo tale periodo restano acquisite al patrimonio del GR (Gruppo Regionale) interessato, purché sia una ONLUS, nel rispetto del disposto della lettera f) del comma 1 dell’art. 10 del D. Lgs. 460/97.

In caso di scioglimento di una sottosezione, le attività patrimoniali nette, risultanti dalla liquidazione, da farsi sotto il controllo del Collegio Regionale o Interregionale dei Revisori dei conti competente per territorio, restano immediatamente acquisite al patrimonio della Sezione. I Soci della sottosezione mantengono la loro iscrizione alla Sezione.

TITOLO IX: CONTROVERSIE

Art. 37 – Tentativo di conciliazione

La giustizia interna del Club Alpino Italiano è amministrata su due gradi di giudizio: il primo a livello regionale, il secondo a livello centrale. Il Collegio Regionale o Interregionale dei Probiviri è l’organo giudicante di primo grado, il Collegio Nazionale dei Probiviri è l’organo giudicante di secondo grado. Le controversie che dovessero insorgere tra i Soci o fra i Soci ed organi periferici, relative alla vita Sociale, non potranno essere deferite all’autorità giudiziaria, né al parere o all’arbitrato di persone o enti estranei al sodalizio, senza che prima vengono aditi gli organi competenti a giudicare, secondo le norme procedurali stabilite dallo Statuto, dal Regolamento Generale del CAI e dal Regolamento Disciplinare, e non si sia esaurito nei suoi possibili gradi l’intero iter della controversia relativa.

Art. 38 – Rinvio alle norme del Club Alpino Italiano

Per tutto quanto non previsto nel presente Statuto si applicano le disposizioni dello Statuto e del Regolamento Generale del Club Alpino Italiano, purché compatibili con la normativa in materia di ONLUS.

Ogni modifica del presente Statuto dovrà essere deliberato dall’Assemblea straordinaria dei Soci della Sezione col voto favorevole dei due terzi dei presenti o rappresentati aventi diritto di voto.

 

Catania 22-12-2009
Vincenzo Pavone - presidente
Giuseppe Lombardo - notaio