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Lo Sci Alpinismo

 

Storia dello sci alpino sull'Etna

 

La storia dello sci sull'Etna segue la falsariga di quella tracciata sulla cerchia alpina con un ritardo di un paio di decenni. Un racconto, diventato ormai quasi leggenda, vuole che i primi sci siano stati portati sul Vulcano dal giovane Amedeo di Savoia, Duca di Aosta, subito dopo il primo conflitto mondiale e poi donati ad una guida che lo aveva accompagnato durante la sua permanenza sull'Etna.

Ma il Duca d'Aosta era alto quasi due metri e i suoi lunghissimi ″legni″ diedero alla guida, ed a tutti coloro che si vollero cimentare - giovani siciliani di ben diversa statura - non poche difficoltà nell'apprendimento del nuovo sport. Lo sci mise subito radici e già negli anni 1932-1933 si disputarono le prime gare regionali che videro, agguerriti partecipanti, alcuni ragazzi di Linguaglossa contro i più blasonati catanesi.

Si parlava allora di ″Gare di Sci″, senza scendere nel dettaglio della specialità per il semplice fatto che non ve n'era alcuna. Erano essenzialmente gare di Fondo organizzate su ampi percorsi circolari con tratti in salita ed altri in discesa. Veniva utilizzata a tale scopo quasi sempre la Valle del Bove, che non era stata ancora teatro delle sconvolgenti eruzioni della seconda metà di questo secolo e presentava una superficie sufficientemente regolare.

Ma gli sci ai piedi portavano a chi li indossava una tentazione irrefrenabile di provare il brivido della velocità: gli atleti cominciarono a raggiungere con i legni sulle spalle le quote più alte e le zone più impervie del Vulcano e da lì si lanciavano in spericolate discese, sperimentando le tecniche più raffinate di curva e di frenata. Nasceva lo ″Sci da discesa″, che oggi, nel mondo delle competizioni internazionali viene chiamato ″Sci alpino″ in contrapposizione al termine ″Sci nordico″ usato per il fondo.

Dopo il secondo conflitto mondiale a Catania, Nicolosi e Linguaglossa furono fondati numerosi Sci Club, con un calendario di gare sempre più ricco. La Sezione catanese del C.A.I. si dotò nel 1947 di un proprio gruppo denominato ″Sci C.A.I. Catania″ che si iscrisse alla Federazione Italiana per gli Sport Invernali, per potere partecipare regolarmente alle competizioni.

Ma per gareggiare in discesa, bisognava prima raggiungere faticosamente a piedi il cancelletto di partenza. Si dovettero attendere gli ultimi anni '50 per avere lo strumento quasi indispensabile per lo sviluppo dello Sci Alpino sull'Etna: la funivia e gli impianti di risalita. Da allora questa specialità si è sviluppata enormemente, superando per numero di praticanti le altre specialità, grazie anche alle maggiore comodità, alla moda ed al flusso economico che essa mette in movimento.