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Il Soccorso Alpino e Speleologico

 

Presentazione -  Procedure -  Vipere -  Fulmini

SOA301 Vipera aspis (L.)

Le Vipere

Cosa fare se si viene morsi da una vipera?

La vipera morde solo quando si sente minacciata: non sempre inocula il suo veleno e quando lo inietta la dose non è sempre necessariamente tossica. Il morso della vipera si presenta con due piccole ferite puntiformi, poco profonde, distanti 6-8 millimetri.

Nella sede dei morso il dolore locale diviene subito intenso; entro pochi minuti si sviluppa un'ecchimosi circostante con edema duro e dolente che può estendersi, entro sei ore, fino alla radice dell'arto e oltre.

Gli effetti variano a seconda della sede di inoculazione: sono meno gravi se il veleno è iniettato nel tessuto adiposo o muscolare, massimi e rapidi se iniettato in un vaso. Questi sintomi raggiungono il culmine in circa 48 ore poi regrediscono. Entro 24 ore compaiono malessere, febbre, mal di testa vertigini, vomito, diarrea, sete intensa, caduta della pressione sanguigna, dolore addominale. Nelle ore successive può manifestarsi uno stato di shock grave, associato a perdita di coscienza, fino al coma profondo.

Come comportarsi quando noi stessi o un compagno di gita viene morso da questo rettile?

Sono assolutamente da evitare i metodi empirici tramandati dalla tradizione, come l'incisione della cute nella sede dei morso e la suzione dei sangue, in quanto inefficaci quando non dannosi. Anche l'iniezione del siero antivipera, peraltro non più disponibile nelle farmacie, è da evitare assolutamente fuori dall'ambiente ospedaliero: l'iniezione locale o sottocutanea è estremamente pericolosa per l'elevato rischio di gravi reazioni allergiche che possono risultare rapidamente mortali. Inoltre, il siero va conservato in frigo e bastano poche ore di temperatura ambientale per deteriorarlo e renderlo inefficace, senza ridurre, peraltro, il rischio allergico.

Utilizzo del laccio, posto a monte del morso, non è utile nel rallentare il passaggio in circolo del veleno; inoltre, il laccio induce danno dei tessuti su cui è posizionato. Anche l'uso dei ghiaccio è controindicato in quanto favorisce la necrosi locale.

Ma allora, come comportarsi? Per prima cosa occorre tranquillizzare il paziente e immobilizzare la zona interessata dagli effetti del morso, limitando lattività muscolare, per rallentare il passaggio in circolo del veleno che viene particolarmente favorito dal movimento e dalla paura che provocano la liberazione nel circolo sanguigno di adrenalina: essa accelera la velocità di circolo e quindi l'assorbimento del veleno. è prudente quindi effettuare in ogni caso la chiamata al numero unico 118 che provvederà ad inviare soccorso.

Qualora fosse impossibile allertare l'elisoccorso, conviene accompagnare la vittima a fondovalle e trasportarla quindi sollecitamente in ospedale perchè le insufficienze respiratorie e circolatorie derivanti dall'inoculazione del veleno richiedono urgenti trattamenti rianimativi e intensivi.

Andrea Sciolla - Medico Soccorso Alpino - Delegazione di Mondovì

da Alpidoc n.49 marzo 2004


SOA302
SOA303

Vipera comune

Classe: Reptilia
Ordine: Ophidia
Famiglia: Viperidae
Specie: Vipera aspis (L.)

Caratteri diacritici

Si distinguono i viperidi dai colubridi osservando:

• il profilo dell'estremità del muso

• la pupilla

• l'estremità della coda

NON UCCIDERE LE VIPERE!


Morfologia

Lunghezza 60 - 70 cm (eccezionalmente oltre 80 cm). Corpo tozzo, subcilindrico. Testa depressa e allargata alla base, con apice del muso ricurvo verso l'alto, tenuta sempre in posizione rialzata rispetto al tronco. Coda corta. Pupilla verticalmente ellittica. Squame piccole e distintamente carenate. Solenoglifo. Colorazione di fondo variabile, solitamente grigio-brunastra, con marcata ornamentazione dorsale, costituita da una serie di macchie tondeggianti marrone scuro, orlate di bruno, che spesso si fondono in una barra dall'andamento sinuoso (sottospecie hugyi). Parti inferiori grigio-nerastre nei maschi, grigio-biancastre o rosate con macchiettatura bruna nelle femmine; di regola l'apice della coda è verde brillante.

Ambiente

In Sicilia questo viperide si rinviene in una grande varietà di ambienti, per lo più compresi nelle fasce collinari e montuose dell'interno, fino a 1300 m (Nebrodi) e probabilmente anche a quota maggiore.

Negli Iblei è più frequente nelle formazioni forestali e preforestali di fondocava, ma s'incontra anche in habitat più aperti come le steppe mesofile ad Ampelodesmos mauritanicus. Generalmente manca o è poco numerosa nelle campagne antropizzate.

Biologia

Diurna, si nutre in prevalenza di micromammiferi e sauri, che attende in agguato e uccide con il veleno: una volta morsa, la preda viene lasciata fuggire e in un secondo momento rintracciata ed ingollata. Il periodo di attività annuale si estende da febbraio-marzo ad ottobre-novembre. Gli accoppiamenti, preceduti da un caratteristico rituale di corteggiamento, hanno luogo in marzo-aprile e, per un minor numero d'individui, in autunno. Ovovivipara, tra fine agosto e settembre dà alla luce da sei a otto piccoli, lunghi 12 - 22 cm.

Distribuzione

Spagna nord-orientale, Francia, Germania, Svizzera, Italia (comprese le isole d'Elba e Montecristo), area balcanica. In Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata è presente la ssp. hugyi (Schinz). Comune, ma con distribuzione fortemente discontinua in Sicilia.